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Violenza di genere digitale

Ogni anno, dal 25 novembre al 10 dicembre, oltre 300 organizzazioni in Svizzera si mobilitano contro la violenza di genere. La campagna è coordinata da Frieda – L’ONG femminista per la pace, attiva da 18 anni nella Svizzera tedesca e dal 2023 in tutta la Svizzera.
Ogni edizione mette in luce un aspetto troppo spesso ignorato. Nel 2026, la campagna si concentra sulla violenza di genere digitale.

La violenza digitale è una violenza reale

Ogni anno in Svizzera la polizia registra 2700 reati sessuali commessi online. Le donne ne sono vittime due volte più spesso, gli uomini ne sono autori dieci volte più spesso.
Nel 2025 sono stati registrati 121 950 casi di criminalità digitale. Quanti colpivano donne o persone queer? Nessuno lo sa: la Svizzera non li conta.

Minacce, deepfake, immagini diffuse senza consenso, sorveglianza. Non è un problema di tecnologia: è violenza di genere, con nuovi strumenti.

Per questo, durante i 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere 2026, porteremo al centro dell'attenzione la violenza di genere digitale. Perché gli spazi digitali fanno parte dello spazio pubblico e chiunque deve potersi esprimere e partecipare senza subire violenza.

Anche questa è violenza digitale

  • Un tracker GPS nell’auto dell’ex

  • Una telecamera nascosta nei bagni di una biblioteca

  • Un’immagine intima generata dall’IA senza consenso

Sono tutte forme di violenza digitale. La violenza digitale non si limita alla navigazione online e ai social media. Può anche utilizzare la tecnologia come strumento di controllo, sorveglianza o intimidazione nella vita quotidiana.

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Abbiamo richieste chiare:

  • Che la violenza digitale sia riconosciuta come violenza.

  • Che la Svizzera raccolga finalmente dati disaggregati per genere.

  • Che professionistə siano formatə e i servizi di aiuto finanziati.

  • Che la legge protegga ovunque allo stesso modo.

  • Che le piattaforme rispondano di ciò che diffondono.

Le nostre rivendicazioni in dettaglio

1. Riconoscere la violenza digitale come violenza reale
Le violenze perpetrate tramite le tecnologie digitali costituiscono a tutti gli effetti una forma di violenza di genere e amplificano schemi di violenza già esistenti, tanto nello spazio pubblico quanto nelle relazioni interpersonali. Non si limitano alla sfera virtuale, ma hanno conseguenze concrete sulla vita, sulla salute e sulla sicurezza delle vittime.

2. Documentare per agire meglio
Istituire un sistema di raccolta sistematica di dati sulla violenza digitale, disaggregati per forma di violenza, genere, età e contesto. Senza dati affidabili, non è possibile elaborare politiche pubbliche efficaci.

3. Formare i settori chiave
Rafforzare la formazione continua e specializzata e garantire un adeguato supporto tecnico al personale delle forze di polizia, della giustizia, dei servizi sociali e della scuola, affinché sappia identificare la violenza digitale e fornire un sostegno adeguato alle persone che ne sono vittime.

4. Finanziare i servizi di assistenza
Garantire un finanziamento strutturale ai servizi specializzati e alle case protette per donne, dotandoli di competenze specifiche sulla violenza digitale.

5. Adattare il quadro giuridico
Adottare leggi chiare e aggiornate che tengano sistematicamente conto degli strumenti digitali nella legislazione in materia di violenza, assicurino una protezione immediata alle vittime e attribuiscano la responsabilità agli autori.

6. Responsabilizzare le piattaforme e le aziende tecnologiche
Imporre ai social network, ai fornitori di servizi digitali e alle aziende tecnologiche obblighi vincolanti, sia per la progettazione sia per gli effetti dei loro prodotti. Ciò significa: prevedere procedure di segnalazione trasparenti e rapide, la rimozione effettiva dei contenuti abusivi, misure di protezione per le vittime, obblighi chiari, sanzioni e meccanismi di controllo indipendenti.

7. Armonizzare a livello nazionale
Adottare una strategia nazionale coerente, affinché tutte le vittime godano degli stessi diritti e della stessa protezione, indipendentemente dal luogo in cui vivono in Svizzera.

8. Educare fin dalla scuola
Integrare nei programmi scolastici un’educazione strutturata all’affettività e al consenso, all’uso responsabile delle tecnologie digitali, alla competenza mediatica e alla prevenzione delle violenze digitali. Fornire alle giovani generazioni gli strumenti per riconoscere i comportamenti abusivi e costruire relazioni rispettose, sia online che offline.
Anche l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita resta fondamentale: queste conoscenze riguardano tutte e tutti.

9. Esigere media responsabili
Chiedere ai media di trattare la violenza digitale con rigore, evitando stereotipi e sensazionalismo, e concentrando l’attenzione sulle vittime e sugli aspetti sistemici di queste violenze piuttosto che sugli autori.

Cosa posso fare?

Impegnati anche tu! Partecipa attivamente agli eventi e alle iniziative della campagna. Parla apertamente della violenza di genere: in famiglia, nella tua cerchia di amicizie, sul lavoro e sui social media #16giorni.

Proponi la tua iniziativa, come singola persona o insieme alla tua organizzazione. Le possibilità sono tante: appendi o distribuisci i materiali della campagna, organizza tavole rotonde o incontri pubblici, oppure utilizza l’arte per prendere posizione contro la violenza di genere.

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